What if nature comes first? Con questa domanda si aprirà a settembre la Triennale di Architettura di Oslo. Una buona occasione per chi ha ancora qualche giorno di ferie.
La domanda “What if nature comes first?” può essere interessante anche quando si parla di ristrutturare una casa.
Mettere la natura al primo posto, non significa necessariamente aggiungere un giardino verticale, installare pannelli fotovoltaici o scegliere un materiale certificato. Significa piuttosto guardare ciò che esiste domandandosi quale valore possiamo riconoscergli: luogo, edificio, clima, luce, materiali, vegetazione, storia, persone, la ristrutturazione diventa un esercizio di interpretazione.
Se si conserva un muro perché ha valore strutturale, materico o spaziale, è sostenibilità; se si conserva un albero perché modifica il microclima e costruisce il rapporto con la casa, è sostenibilità; se si recupera un edificio invece di demolirlo, stai facendo sostenibilità in architettura.
What if nature comes first, significa dunque cominciare il progetto con una domanda diversa: che cosa ci offre già questo luogo? Una ristrutturazione può partire da questo.
La sostenibilità è una parte della questione, ma c’è quella altrettanto importante del costo dell’intervento. E qui la risposta non è sempre scontata.
Ristrutturare un edificio può significare risparmiare risorse e conservare un patrimonio che altrimenti andrebbe perduto; ma può anche significare affrontare imprevisti, vincoli, tempi più lunghi e costi difficili da prevedere.
In questo senso la centralità del progetto e dell’analisi degli interventi necessari è evidente.
Il valore di un edificio, infatti, non è soltanto quello economico. Ad esempio una vecchia casa di campagna può conservare una relazione con il paesaggio che una nuova costruzione difficilmente potrebbe riprodurre; un edificio industriale dismesso potrebbe diventare un’abitazione ricercata; una casa in periferia potrebbe essere ridisegnata a partire da un vecchio albero.
Il progetto di ristrutturazione può diventare l’occasione per un pensiero che si appoggia ad un baricentro diverso, quello dei valori di chi la casa la andrà ad abitare, lasciando emergere quei dettagli, magari piccoli e apparentemente insignificanti, che fanno di quella casa una casa speciale.
Se hai una casa da ristrutturare, prima di pensare a cosa cambiare, possiamo provare insieme a chiederci che cosa è meglio conservare.
Arch. Stefano Bianchi
Padova