Capita. Si vede un oggetto di arredo in una vetrina, in una rivista o in uno showroom, e sembra perfetto per noi. Lo si porta a casa, con emozione lo si sistema esattamente nel punto in cui lo si era immaginato … e non funziona.
L’oggetto è bello, forse. “E’ che me lo ricordavo diverso”, pensi.
Il fatto è che stava bene lì dove l’avevi visto, ma non appartiene al tuo spazio.
Non centra con la luce, con gli altri mobili e con le tue abitudini.
Una casa non si costruisce solo sommando oggetti belli.
Una casa prende forma quando ciò che contiene riesce, in qualche modo, a parlarci di noi.
Ci sono case perfette, ordinate, impeccabili.
E poi ci sono case che, semplicemente, ci somigliano.
Non dipende dalla dimensione degli spazi, né dal valore dell’arredamento.
Dipende da qualcosa di più sottile, dalla sensazione di riconoscersi nei luoghi che abitiamo.
Guardando con interesse gli oggetti, sedie, tavoli, poltrone, divani, etc., nei luoghi dove mi è capitato di andare, ho potuto leggere un’infinità di storie tutte diverse.
In quanto al mio di arredamento casa, il pezzo che amo di più è una vetrinetta comprata per caso in un ristorante dov’ero andato a cena con mia moglie. Ci piaceva, ci pareva facesse il caso nostro, e chiedemmo se fosse in vendita. Ci risposero che non era in vendita e che l’aveva portata lì il cuoco che l’aveva costruita a casa sua nei fine settimana. Il cuoco? Era la vetrinetta che faceva il caso nostro! Parlammo con il cuoco che fu felice di vendercela perché a lui invece non andava bene e voleva farne una più grande. Due giorni dopo la vetrinetta era a casa nostra.
C’è qualcosa di profondamente diverso in un oggetto realizzato lentamente con le proprie mani.
Qualcosa che va oltre la funzione.
Oltre il design.
Oltre l’idea stessa di arredamento della casa.
Forse è proprio questo che rende uno spazio più personale.
Non la ricerca della perfezione, ma la presenza di cose che portano dentro una storia, un tempo, una scelta.
Da questa riflessione nasce un nuovo percorso che inizierò a condividere qui insieme all’amico e collega Giovanni Marangon, anche lui architetto a Padova: piccoli progetti da costruirsi da sé nei fine settimana, come il nostro amico cuoco, per i quali condivideremo idee, schizzi e modi semplici per costruirli lentamente: sedie, tavoli, poltroncine o librerie. Vedremo.
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Condivideremo progetti, pensieri e oggetti nati dall’idea che anche una casa si può costruire lentamente, un po’ alla volta.

